Si è svolta a Roma l’1 e 2 luglio l’Assemblea Nazionale dei Consorzi di Bonifica e Irrigazione, il tradizionale appuntamento di ANBI ha riunito istituzioni, mondo accademico, organizzazioni agricole, imprese e rappresentanti della società civile.
L’edizione 2026 dal titolo “L’Acqua è Strategia: il modello italiano per la sicurezza, la crescita e la pace”, ha posto al centro del dibattito una realtà sempre più evidente: l’Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente e l’Italia si conferma un hotspot mediterraneo della crisi climatica, una condizione ulteriormente aggravata dalle tensioni e dai conflitti internazionali.
Nel corso delle due giornate sono intervenuti esponenti del Governo, del Parlamento e delle Regioni, insieme a rappresentanti del mondo produttivo, delle organizzazioni professionali agricole e della ricerca, per approfondire il ruolo strategico dell’acqua nella sicurezza dei territori, nello sviluppo del Paese e nella costruzione di un futuro più resiliente.
La seconda giornata dell’Assemblea ANBI è stata caratterizzata da due significativi momenti istituzionali con la presenza del Ministro agli Affari Europei, PNRR, Politiche di Coesione Tommaso Foti e del Ministro all’Agricoltura, Sovranità Alimentare, Foreste Francesco Lollobrigida.
“I Consorzi di bonifica si confermano un punto di riferimento decisivo per la messa a terra del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, grazie a 258 interventi già conclusi e rendicontati per un investimento complessivo di 5,4 miliardi di euro – ha dichiarato Foti – Oggi l’acqua non è più soltanto un tema di interesse ambientale, ma rappresenta un asset strategico per traguardare gli obbiettivi europei del 2030, che prevedono un incremento del 10% nella resilienza complessiva della UE: traguardi che, senza un’adeguata attenzione al settore idrico, sarebbero difficilmente raggiungibili. Nell’ambito della Politica di Coesione per la programmazione 2021-2027, in linea con le indicazioni della Commissione Europea che individua, nella resilienza idrica, un pilastro per il futuro, l’Italia ha innalzato, a 2,4 miliardi di euro, l’impegno per la progettazione, l’attuazione e la rendicontazione di interventi da completare entro il 2029. Al momento – ha reso noto il Ministro – sono prenotati solo 400 milioni di euro per 180 interventi: esistono quindi ancora ampi margini per presentare nuovi progetti cantierabili in tempi rapidi. A fronte di questi numeri, emerge la necessità di superare la retorica di un ambientalismo ideologico, che si oppone alle infrastrutture necessarie come le dighe; tra le priorità operative vi è inoltre la pulizia dei fondali degli invasi, i cui sedimenti non devono più essere considerati rifiuti speciali e quindi complicati da smaltire, bensì risorse da valorizzare nell’ottica dell’economia circolare. La strada da percorrere è ancora lunga. Per vincere la sfida sarà decisivo rafforzare la cooperazione istituzionale, superando l’attuale frammentazione delle competenze, uno dei mali storici del settore, attraverso una sinergia efficace tra Stato centrale, Regioni, enti locali, Consorzi di bonifica e soprintendenze. Solo così – ha concluso Foti – la risorsa idrica potrà essere tutelata e resa pienamente disponibile per tutti i suoi utilizzi: agricolo, industriale e civile.”
“L’acqua è indispensabile per l’agricoltura, l’agricoltura è centrale per la tutela dell’ambiente e l’ambiente è determinante per la gestione del clima – ha affermato il Ministro Lollobrigida – Come Governo abbiamo voluto restituire una visione strategica a questo tema, seguendo il modello virtuoso dei Consorzi di bonifica, che riescono ad individuare i bisogni dei territori, programmare gli interventi, progettare ed attuare opere prioritarie per il Paese ed il futuro delle prossime generazioni. Per fronteggiare l’emergenza idrica e superare la storica sovrapposizione delle competenze, che non seguendo i confini naturali dei bacini idrici ha generato disfunzioni e blocchi amministrativi, abbiamo istituito una Cabina di Regia interministeriale. Dei 253 progetti strategici presentati dai Consorzi di bonifica, ben 108 fanno capo direttamente al Ministero dell’Agricoltura. Attualmente – ha ricordato Lollobrigida- in Italia viene trattenuto appena l’11% dell’acqua piovana; è evidente la necessità di intervenire con soluzioni e strumenti strutturali. Già oggi, attraverso la pulizia dei fondali delle dighe, potremmo incrementare del 30% la disponibilità d’acqua. La Cabina di Regia sta lavorando prioritariamente su questo.”
“Mettiamo a servizio del Paese il nostro know how e la nostra passione; chiediamo di collaborare con tutti soggetti deputati alla programmazione territoriale” è con queste parole che il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, ha concluso la seconda giornata dell’Assemblea nazionale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione.
L’Assemblea ANBI è stata la cornice per la firma del Protocollo d’ Intesa fra Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ANBI, Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale, Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale con l’obbiettivo di rafforzare il raccordo tra pianificazione di bacino, presidio territoriale, monitoraggio, adattamento climatico e pianificazione di protezione civile in caso di severità idrica o rischio idraulico da frana e costiero.



