Il 29 luglio Palazzo Lombardia ha ospitato la settima riunione del Tavolo regionale permanente per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica del 2026, alla presenza degli assessori regionali Massimo Sertori (Enti locali, Montagna e Risorse idriche), Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Giorgio Maione (Ambiente e Clima) e dei rappresentanti dei Consorzi di bonifica, dei gestori dei grandi laghi, del mondo agricolo, dei gestori dei bacini idroelettrici, di Arpa e dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po.
In Lombardia il deficit idrico ha raggiunto il 50.8% rispetto alla media storica e si sta avvicinando al deficit registrato nel medesimo periodo del 2022 (-63.0%). La situazione attuale si avvicina, quindi, a quella dell’anno critico 2022 ma con una sostanziale differenza: i volumi fino ad ora erogati a sostegno dell’agricoltura e del primo raccolto risultano superiori del 30% rispetto al medesimo periodo del 2022. Tra il 1° maggio e il 28 luglio 2026 i laghi hanno, infatti, supportato l’agricoltura erogando 3 miliardi di metri cubi, il 30% in più rispetto al 2022. Il sistema meno in sofferenza risulta essere quello del Garda/Mincio, dove il deficit è del 21.2% rispetto alla media. La situazione di maggiore preoccupazione è, invece, quella del riso nel territorio pavese, le cui condizioni idrologiche sono equiparabili al 2022.
Regione Lombardia e i gestori degli impianti idroelettrici hanno raggiunto un nuovo accordo che assicura, fino al 7 agosto, il rilascio di circa 2,5 milioni di metri cubi d’acqua al giorno per il bacino dell’Adda e 1 milione di metri cubi al giorno per il bacino dell’Oglio. Parallelamente, sono in atto i rilasci a sostegno delle portate erogate dal lago d’Idro (fiume Chiese) concordati con la Pubblica Amministrazione di Trento e, stante la consistenza dei rilasci, il lago dovrebbe essere nelle condizioni di sostenere l’erogazione attuale fino al 3 agosto.
Vista l’assenza di apporti meteorici significativi, la disponibilità idrica si sta gradualmente esaurendo in tutti i bacini, con la sola eccezione del fiume Mincio.
“Con una gestione finora parsimoniosa della poca risorsa disponibile – ha sottolineato l’Assessore regionale Massimo Sertori nel commentare la situazione – siamo riusciti a raggiungere il primo raccolto; restano criticità per la coltivazione del riso che dipendono molto dall’acqua che proviene dal lago Maggiore, molto in sofferenza, e dal Piemonte. Proprio nel tavolo di fine luglio abbiamo chiesto un ulteriore supporto sia alla Svizzera, che ha centrali idroelettriche a monte, sia ai concessionari italiani, in particolare ad Enel. Un nuovo accordo lo abbiamo chiuso con i concessionari di parte lombarda, tra bacino dell’Adda e Oglio, di particolare importanza per arrivare alla conclusione della stagione irrigua, cosi come l’accordo fatto sul lago d’Idro. Stiamo cercando di trovare una nuova intesa con Terna per concludere almeno la stagione irrigua su tutto il bacino del Chiese“.
“La severità delle condizioni attuali – ha commentato l’Assessore regionale Alessandro Beduschi – porta a una grande responsabilita di tutti gli attori del sistema agricolo. Arriveremo ai primi giorni di agosto, poi la stagione irrigua si fermerà. Certamente occorre pianificare meglio le colture perchè i secondi raccolti diventeranno sempre più improbabili se non si inizia prima. Bisogna che questo tavolo ragioni anche sul raffinare i metodi irrigui, perchè abbiamo ancora abitudini che comportano grande dispendio di risorsa. Il tavolo di confronto regionale dovrà quindi pianificare il futuro sicuramente in modo più razionale“.
“Situazione grave ma non compromessa – ha detto Maione – indice di un sistema attorno al quale gravitano tutti gli attori interessati al bene acqua. Che comunque sta funzionando grazie ad un grandissimo senso di responsabilità. Con l’approvazione della strategia per l’adattamento al cambiamento climatico ci stiamo dando misure e strumenti affinchè questa situazione non resti una contingenza da affrontare. Le politiche che stiamo sviluppando possono diventare leve concrete di sviluppo, attrattività e miglioramento della qualità della vita”.
Il presidente di ANBI Lombardia, Alessandro Rota, ha rimarcato come sia stato fatto tutto il possibile per gestire al meglio una stagione irrigua difficoltosa fin dall’inizio. “Tutta la regione, con l’eccezione dei territori irrigati con le acque del Garda, versa oggi in uno stato di estrema criticità e si iniziano a registrare le prime chiusure di alcuni dei grandi canali, che danno acqua a migliaia di ettari di territorio agricolo. I Consorzi di bonifica hanno svolto un lavoro impegnativo che ha permesso, a parità di condizioni idrologiche, di non trovarci ora nelle medesime situazioni del 2022. Per rendersene conto è sufficiente girare per le campagne che quest’anno, nonostante le grandi difficoltà e i razionamenti, ancora sono verdi e vitali”. Un ringraziamento è stato poi rivolto ad Autorità di bacino distrettuale, per aver compreso il ruolo centrale delle derivazioni irrigue lombarde a sostegno del fiume Po.



