Il Naviglio Grande

La Lombardia è terra di ricchezze naturali e opere umane. Fra queste ultime ci sono i Navigli che, fin dal Medioevo, hanno contribuito a costruire il paesaggio, a spostare merci e persone, a rendere produttive le campagne. Il Naviglio Grande si chiama così perché è il più importante. Trasportava materiali, muoveva mulini, convoglia ancora oggi acque irrigue nella pianura a occidente di Milano. Servì pure a sbarrare la strada agli eserciti nemici mandando le acque a inondare le campagne.
«Fu fatto questo Naviglio per dare abbondanza a Milano di legna da fuoco e da opera, di carbone, di vino, di calcina, di pietre in vivo e cotte; di carne; di grassine, di pesci, di merci…» ricordava all’inizio del Seicento Giovan Battista Settala. Tramontata la funzione di trasporto, mantenuta quella irrigua, il Naviglio ha oggi un valore turistico e ricreativo, una strada “verde” per percorrere e “azzurra” per navigare, immersa nel Parco del Ticino e nel Parco Agricolo Sud Milano. L’alzaia è un percorso fruitivo – uno dei più battuti del Milanese – dove ville, mulini, ponti e opere idrauliche sono attrattive di fascino e uno spaccato della storia civile della Lombardia. La vicinanza a Milano rende questa via d’acqua un corridoio di natura verso l’area protetta del Ticino. In questo senso mantiene una delle sue prerogative storiche: anche Lodovico il Moro, sul finire del ‘400, usava il Naviglio per recarsi alle sue “ville di delizia”, fra la frescura e la dolcezza della campagna milanese. Queste ville sono oggi la più rilevante attrattiva monumentale del Naviglio, specie fra Robecco sul Naviglio e Cassinetta di Lugagnano.
Pochi sanno che è possibile discendere un tratto del fiume Ticino, i canali e il Naviglio Grande per oltre 70 chilometri senza incontrare auto o semafori. Partire da Sesto Calende, dove finisce il Lago Maggiore, e raggiungere il centro di Milano presso la Darsena di Porta Ticinese pedalando in tutta tranquillità in una sola giornata o in un week-end pernottando lungo il percorso.
In questa guida percorreremo la sponda del Naviglio, ma non mancheremo di fornire utili indicazioni a coloro che, forse più fortunati e in possesso di un’imbarcazione, o usufruendo del servizio di navigazione turistica attivo sul sistema dei Navigli, possono addirittura scendere in acqua e navigare, come un tempo, su questa fantastica via d’acqua lombarda godendosi il paesaggio da un punto di vista completamente diverso… il centro del Naviglio!

Cicloitinerario “Il Naviglio Grande”

Dettagli

Lunghezza: 73.2 km (dalla stazione FS di Sesto Calende, fino alla Darsena milanese di Porta Ticinese, senza contare eventuali deviazioni nei centri abitati).
Punto di partenza: stazione FS di Sesto Calende sulla linea Milano-Domodossola. Per raggiungerla si utilizzano treni regionali con il servizio Treno+Bici di Trenord con partenza dalla stazione di Milano Porta Garibaldi. Essendo un percorso lineare, l’auto come punto d’appoggio non è l’ideale. Un’alternativa, se vi accompagnate con dei bambini e desiderate accorciare la lunghezza del percorso, è di utilizzare la stazione Turbigo della linea Milano-Saronno-Novara dalla stazione di Milano Cadorna, e iniziare lì la pedalata. Altre possibilità di interscambio treno e bici sono a Magenta (linea Milano-Torino), Abbiategrasso, Albairate
(linea Milano-Mortara).
Punto di arrivo: Milano, Darsena di Porta Ticinese.
Condizioni d’uso: percorso fruitivo su tratti stradali a traffico limitato, in gran parte su asfalto (96%). I tratti su fondo sterrato sono evitabili con percorsi alternativi.
Segnaletica: pannelli verticali e indicatori orizzontali.
Sicurezza: per quasi il 100% su sede propria e separata; alcuni tratti promiscui nei centri abitati e lungo tratti urbani in entrata a Milano.
Dislivello: insensibile.
Mezzo consigliato: bici da turismo, mountain-bike, gravel, e-bike.
Quando andare: ogni stagione è buona ma occorre ricordare che in marzo e in settembre avviene la “secca”, cioè il Naviglio viene prosciugato per favorire la manutenzione.