Una Ciclabile delle Città murate. Ecco un titolo d’effetto per una bella esplorazione della parte occidentale del Cremonese, quasi sul limite del Cremasco. Nella realtà poi, dei tre maggiori centri che si toccano – Pizzighettone, Soresina, Soncino – solo il primo conserva ancora, e in modo spettacolare, una cinta difensiva; gli altri l’hanno da tempo perduta o se ne rinvengono solo alcuni brani. Questo non sminuisce affatto l’interesse del percorso perché Soncino mostra ancora la sua poderosa rocca, nelle più perfette forme viscontee, e Soresina, dal canto suo, fornisce forse il miglior ritratto d’ambiente che si possa immaginare di un’opulenta cittadina padana. E furono proprio le ricchezze del territorio, fin da epoca antica, a stimolare gli interessi dei potenti. Impossessarsi della piana lombarda e delle sue attive città era un sigillo importante per re e imperatori.
Mura e castelli ma anche natura, poiché il percorso che unisce le tre cittadine segue in parte l’andamento di un fiume estinto, il Serio Morto. Rispetto all’attuale Serio, che ne ha preso le veci, questo corso d’acqua defluiva nell’Adda più a oriente di oggi. Di esso restano un lungo e sinuoso avvallamento della campagna
e un colatore che ha preso il suo nome, ma anche un parco che oggi ne protegge le parti più significative: le scarpate e la morfologia fluviale, i filari, i residui palustri, la rete irrigua. La seconda parte della guida descrive appunto l’itinerario ciclabile lungo la vallata del Serio Morto, da San Bassano a Crema. In questo modo, grazie anche agli altri itinerari ciclabili del Cremasco e del Cremonese, come l’Antica Strada Regina, l’itinerario dell’Adda e la Ciclabile del Canale Vacchelli, si viene a creare una rete di indubbio interesse collegata alle stazioni ferroviarie delle linee Treviglio-Cremona e Codogno-Cremona così che sia possibile, in modalità ‘dolce’, raggiungere in treno i punti d’avvio più indicati. Da segnalare infine che questo itinerario si collega a Pizzighettone con gli anelli del Basso Lodigiano, descritti in un’altra guida della collana ‘Le Vie della Bonifica’.